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ASSISTENZIALI DOMICILIARI – INFERMIERISTICA

QUANDO E PER QUANTO TEMPO POSIZIONARE UN CATETERE PICC E MIDLINE?

PICC e MIDLINE sono entrambi accessi venosi a medio-lungo termine, possono quindi rimanere in sede per un periodo di tempo compreso tra 1 settimana e 3 mesi, in base alle valutazioni del personale sanitario curante. Le linee guida più autorevoli in questo ambito CDC (Control Centers for Desease Control and prevention) di Atlanta, raccomandano fortemente il loro utilizzo quando si prevede una terapia endovenosa di durata superiore ai 6 giorni.

COME INSERIRE UN CATETERE PICC O MIDLINE?

Mediante venipuntura ecoguidata di vene profonde (vena basilica o vene brachiali) al 3° medio del braccio e microinduttore, dopo un’attenta valutazione ecografica.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA TECNICA ECOGUIDATA?

• La garanzia del posizionamento di un catetere PICC o MIDLINE, in ogni soggetto, anche in mancanza di accessi venosi periferici visibili, a causa di pregressi trattamenti endovenosi ripetuti e prolungati mediante agocannule
• La riduzione di possibilità di trombosi, infezioni, complicanze derivanti da mal posizionamento o da difficoltà nell’inserzione, grazie all’impiego di guide ecografiche e di micro-introduttori per il posizionamento
• La possibilità di allontanare la sede di inserzione del dispositivo dalla piega del gomito, eliminando il traumatismo diretto sul catetere legato ai movimenti dell’avambraccio, l’eventuale malfunzionamento del catetere, l’incidenza di trombosi o tromboflebiti della vena incannulata, il disagio dell’assistito

IN COSA CONSISTE?

In un catetere centrale, inserito in una vena del braccio e la cui punta viene a trovarsi in prossimità del cuore, all’altezza della giunzione tra vena cava superiore ed atrio destro. Costituito di materiale ad alta compatibilità, silicone o poliuretano di ultima generazione di calibro, solitamente compreso tra 1 e 3 millimetri.

PER QUALE TERAPIA È INDICATO?

Per gli utilizzi tipici dei Cateteri Venosi Centrali (CVC) classici: misurazione della pressione venosa, infusione di soluzioni ipertoniche, somministrazione di farmaci basici (pH>9), acidi (pH<5) o vescicanti o irritanti per le pareti dei vasi sanguigni.
Per trattamenti nutrizionali, chemioterapia e terapie farmacologiche in cui sia indicata la somministrazione venosa centrale.

QUALI SONO I SUOI VANTAGGI RISPETTO AD UN CATETERE VENOSO CENTRALE (CVC) TRADIZIONALE?

Consente gli utilizzi tipici dei Cateteri Venosi Centrali (CVC) a breve termine, inseriti mediante puntura diretta della vena giugulare interna, succlavia o femorale
Riduce il rischio di complicanze meccaniche alla inserzione, tipico della puntura venosa centrale diretta (es. emo-pneumotorace), di complicanze infettive batteriemiche e di trombosi venosa centrale
Può essere posizionato da personale medico o infermieristico adeguatamente formato, senza necessitare competenze di tipo anestesiologico o chirurgico
Può essere utilizzato anche in modo discontinuo, senza aumentare il rischio di complicanze ostruttive o infettive, sia in ambito intra-ospedaliero che extra-ospedaliero

COME AVVIENE IL SUO CORRETTO POSIZIONAMENTO?

Mediante il metodo dell’ECG intracavitario, un sistema economico, efficace, semplice e sicuro, per verificare la posizione centrale della punta del PICC durante la procedura stessa, basato sulle modificazioni morfologiche e di ampiezza che subisce l’onda P quando la registrazione elettrocardiografica viene eseguita con un elemento di conduzione del segnale ECG e l’estremità distale del catetere si avvicina all’atrio destro del cuore.

Il catetere riempito di soluzione salina funge da elettrodo esplorante tramite l’estremità distale. L’onda P, registrata dinamicamente, aumenta progressivamente con l’avvicinamento all’atrio destro, diventando bifasica all’interno dello stesso e completamente negativa una volta superato.

IL PROTOCOLLO SIP

Noto a livello nazionale e internazionale, sviluppato dal Gruppo Gavecelt della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, con 8 strategie che consentono di ridurre o escludere le potenziali complicanze associate al posizionamento di un catetere PICC:

1. Lavaggio delle mani, tecnica asettica e massime protezioni di barriera
2. Esplorazione ecografica di tutte le vene braccia/collo
3. Individuazione della vena, al terzo medio del braccio, di calibro adeguato al catetere da inserire
4. Chiara identificazione ecografica di nervo mediano e dell’arteria brachiale
5. Venipuntura ecoguidata
6. Controllo ecografico della vena giugulare interna durante la progressione del catetere
7. Utilizzo del metodo dell’ECG intracavitario per verificare la posizione della punta
8. Fissaggio del PICC alla cute mediante un sutureless device

IN COSA CONSISTE?

In un catetere periferico: a differenza del catetere PICC, la sua punta rimane a livello della vena ascellare o della vena succlavia o comunque in posizione “non centrale”. Costituito di materiale ad alta compatibilità, silicone o poliuretano di ultima generazione di calibro, solitamente compreso tra 1 e 3 millimetri.

PER QUALE TERAPIA È INDICATO?

In quanto periferico, non consente gli usi tipici dei Cateteri Venosi Centrali (CVC), come nel caso del catetere PICC.
Può quindi essere utilizzato per terapie farmacologiche e nutrizionali e compatibili con la somministrazione per via venosa periferica, posizionato in assistiti con scarsità di accessi venosi e necessitanti di terapie infusive nel medio termine o per terapie antibiotiche prolungate per gravi infezioni.

QUALI SONO I SUOI VANTAGGI RISPETTO AD UN AGO-CANNULA?

Può rimanere in sede per periodi prolungati (anche per settimane), con bassissimo rischio di complicanze infettive o meccaniche (durata media di una ago-cannula
venosa tradizionale è di 2-3 giorni)
Può essere rimosso in caso di complicanza o se la sua permanenza non è più necessaria dal punto di vista terapeutico, secondo le linee guida CDC (Centers for Desease
Control and prevention) di Atlanta
Può essere utilizzato anche in modo discontinuo, senza che ciò venga associato ad una aumentato rischio di ostruzione ed anche in ambito extra-ospedaliero

COME AVVIENE IL SUO CORRETTO POSIZIONAMENTO?

Viene posizionato su una vena periferica, ma la punta del catetere rimane più periferica, a livello della vena ascellare e della vena sacclavia. Non richiede alcun controllo radiografico, in ogni fase della procedura si monitorano le funzioni vitali dell’assistito.

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